Titolo Thirty-minutes' exposure to smartphone call triggers neutrophil activation in vitro.
Rivista Clin Chem Lab Med.
Numero 2016 Feb 12. pii: /j/cclm.ahead-of-print/cclm-2015-1242/cclm-2015-1242.xml. doi: 10.1515/cclm-2015-1242. [Epub ahead of print]
Autori Lippi G,1 Danese E,1 Brocco G,1 Benati M,1 Salvagno GL,1 Montagnana M,2 Franchini M.
Enti 1 Section of Clinical Biochemistry, University of Verona, Verona, Italy
2 Department of Transfusion Medicine and Hematology, Carlo Poma Hospital, Mantova, Italy
Link http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26872316?dopt=Abstract
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Abstract

BACKGROUND: Nonostante le evidenze che si stanno accumulando riguardo gli effetti negativi (sulla salute) dell'esposizione ai campi elettromagnetici emessi dai telefoni cellulari, non sono disponibili informazioni sul potenziale impatto delle onde elettromagnetiche a radiofrequenza sulla biologia dei leucociti polimorfonucleari.

METODI: Due provette di sangue intero sequenziali sono state raccolte da 16 volontari in apparenza sani. Dopo aver posizionato la prima provetta di ciascun soggetto in un rack di plastica, a distanza di 1 cm da uno smartphone disponibile in commercio (frequenza portante, 900 MHz), è stata realizzata una chiamata sullo smartphone ed è stata attivata manualmente una comunicazione della durata di 30 minuti. La seconda provetta di sangue di ogni volontario è stata posizionata in un altro rack di plastica, per un identico periodo di tempo, evitando qualsiasi stretto contatto con sorgenti in radiofrequenza. Un esame emocromocitometrico completo è stato poi eseguito in tutti i campioni di sangue intero, utilizzando Advia 2120.

RISULTATI: L'esposizione del sangue per 30 minuti alle onde in radiofrequenza non ha indotto variazioni significative sulla conta totale e differenziale dei leucociti. Una diminuzione significativa è stata invece osservata per molti parametri dei neutrofili, con variazione percentuale media del -3.9% per l'indice di lobularità (LI), -29.8% per l'indice della mieloperossidasi (MPXI), -0.6% per il cluster dei neutrofili medio x (NEUTx) e -0.7% per il cluster dei neutrofili medio y (NEUTy), rispettivamente. La percentuale di campioni di sangue con una riduzione dei valori dopo l'esposizione alle onde a radiofrequenza è stata dell'81% per LI, 88% per NEUTx e del 100% sia per MPXi che per NEUTy.

CONCLUSIONI: I risultati di questo studio mostrano che l'esposizione alle onde in radiofrequenza originate dallo smartphone provocano l'attivazione dei neutrofili in vitro, come rispecchiato dalle significative variazioni osservate in molti parametri di attivazione in Advia 2120.