Titolo Swedish review strengthens grounds for concluding that radiation from cellular and cordless phones is a probable human carcinogen
Rivista Pathophysiology
Numero 20 (2013) 123–129
Autori Devra Lee Davis a, Santosh Kesari b, Colin L. Soskolne c,d, Anthony B. Miller e, Yael Stein f,g
Enti a Environmental Health Trust, P.O. Box 58, Teton Village, WY 83025, USA
b University of California San Diego, Division of Neuro-Oncology, Department of Neurosciences, University of California, San Diego School of Medicine,USA
c Department of Public Health Sciences, School of Public Health, University of Alberta, 3-266 Edmonton Clinic Health Academy, Canada
d Faculty of Health, University of Canberra, Australia
e Dalla Lana School of Public Health, University of Toronto, Canada
f Department of Anesthesiology and Critical Care Medicine, Hebrew University-Hadassah Medical Center, Israel
g WHO Collaborating Center for Capacity Building Braun School of Public Health and Community Medicine Hebrew University-Hadassah, Israel
Link http://www.pathophysiologyjournal.com/article/S0928-4680(13)00003-5/abstract
Accesso http://download.journals.elsevierhealth.com/pdfs/journals/0928-4680/PIIS0928468013000035.pdf

Abstract

Con 5.9 miliardi di utenti registrati, i telefoni cellulari costituiscono una nuova, ubiquitaria esposizione rapidamente in crescita in tutto il mondo. I telefoni cellulari sono radio bidirezionali a microonde che emettono bassi livelli di radiazione elettromagnetica. Sono stati pubblicati risultati inconsistenti sui rischi potenziali di tumore cerebrale legati all'uso dei telefoni cellulari a causa di importanti differenze metodologiche nella progettazione dello studio e nella potenza statistica. Alcuni studi hanno esaminato gli utilizzatori di telefoni cellulari per periodi di tempo che sono troppo corti per rivelare un rischio aumentato di tumore cerebrale, mentre altri hanno hanno erroneamente classificato le esposizioni piazzando quelle con esposizioni a radiazioni a microonde provenienti dai telefoni cordless nel gruppo di controllo, o mancando di attribuire tali esposizioni ai casi. Nel 2011, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, Agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro (IARC) ha dichiarato che la radiazione elettromagnetica da telefono cellulare e altri dispositivi wireless costituisce un "possibile cancerogeno umano," 2B. Analisi recenti non considerate nella revisione IARC che tengono in conto queste carenze metodologiche da parte di un certo numero di autori trovano che il rischio di tumore cerebrale é significativamente elevato per coloro che hanno usato dei telefoni cellulari per almeno un decennio. Degli studi condotti in Svezia indicano che coloro che iniziano a usare o il cordless o il telefono cellulare regolarmente prima dell'età di 20 anni hanno un aumento di rischio più di quattro volte maggiore di glioma ipsilaterale. Dato che il trattamento per un singolo caso di tumore celebrale può costare tra 100.000 dollari USA solo per la sola radioterapia e fino a un milione di dollari a seconda del costo dei farmaci, le risorse per affrontare questa malattia scarseggiano già e non sono universalmente disponibili sia in paesi in via di sviluppo che in paesi sviluppati

Delle significative carenze aggiuntive nei servizi oncologici sono attesi all'attuale tasso di crescita del cancro. Nessun altro cancerogeno umano ha prodotto evidenza di una aumentato rischio in solo un decennio. Dei dati empirici hanno mostrato una differenza nelle proprietà dielettriche di tessuti in funzione dell'età, principalmente a causa del più alto contenuto d'acqua nei tessuti dei bambini. Dei modelli umani computerizzati ad alta risoluzione basati su dati di immagini umane suggeriscono che i bambini sono in realtà più suscettibili agli effetti dell'esposizione EMF a frequenze a microonde. Se l'aumento di rischio cancerogeno riscontrato per i giovani utilizzatori in questi recenti studi si applica a livello globale, il divario tra l'offerta e la domanda di servizi di oncologia continuerà ad allargarsi. Molte nazioni, produttori di telefoni, e gruppi di esperti raccomandano prevenzione alla luce di queste preoccupazioni prendendo la semplice precauzione della "distanza" per minimizzare le esposizioni al cervello e al corpo. Osserviamo che il tumore cerebrale è la cosidetta "punta dell'iceberg"; il resto del corpo mostra anche effetti di tipo diverso dal cancro.