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L’elettrosmog, ovvero inquinamento ambientale da campi elettromagnetici, è un fenomeno che ha investito la popolazione nel corso dell'ultimo secolo e in particolare negli ultimi due decenni, a causa della diffusione della telefonia mobile. Il suo livello sembra destinato ad aumentare notevolmente nel prossimo futuro, sia per la proliferazione di dispositivi elettronici wireless, sia per l'arrivo della tecnologia 4G, per le cui licenze gli operatori mobili hanno pagato 3.9 miliardi di euro nel 2011 al governo italiano.

E’ questo un argomento molto controverso su cui la popolazione in genere sa poco, ma che può avere effetti anche importanti sulla nostra vita. Ci auguriamo che ognuno di noi prenda coscienza degli effetti biologici che sono stati oggetto delle ricerche indipendenti compiute di recente e che operi delle scelte consapevoli, specialmente a protezione dei soggetti più sensibili (bambini, donne in gravidanza, anziani).

cellulaIl paradigma assunto dalla ricerca scientifica ufficiale è che gli unici effetti provati a fronte di esposizione a campi elettromagnetici sono effetti termici (per campi ad alta frequenza) ed effetti di contrazione muscolare (per campi a bassa frequenza). Al di sotto di una certa soglia di energia elettromagnetica, secondo questo paradigma, non ci sono effetti biologici avversi sugli organismi viventi. Da questo approccio, vecchio di oltre quarant'anni, sono derivati gli attuali limiti di esposizione ICNIRP (International Commission of Non-Ionizing Protection), che cautelano dai soli effetti acuti provocati da livelli così alti da provocare innalzamento termico o contrazione muscolare nei tessuti. Nessun principio di cautela è usato per la protezione da effetti causati da esposizione a breve termine con livelli inferiori o a lungo termine (mesi, anni), su cui la ricerca ufficiale non ha fornito una risposta e continua a cercarla. Anche i limiti di esposizione emanati dalle direttive europee sia per la protezione della popolazione che dei lavoratori rispecchiano questo approccio.

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elettrosensibilitàL'elettrosensibilità è una reazione soggettiva a una particolare sorgente di campo elettrico,magnetico, elettromagnetico, per esempio telefoni cellulari, computer, prossimità ad elettrodotti o stazioni radio base. I sintomi lamentati sono ad ampio spettro e possono includere stanchezza cronica, mal di testa, problemi dermatologici, problemi cardiaci e molti altri. In estrema sintesi, si tratta di un fattore ambientale, l'elettrosmog, che introduce stress nell'organismo, il quale reagisce in modo aspecifico con i sintomi accennati. Nei soggetti colpiti, è spesso associata alla sindrome di sensibilità chimica multipla (MCS).

Nella maggior parte dei casi nostrani, i medici a cui ci rivolgiamo non hanno la minima idea del problema e non ne tengono conto nelle loro diagnosi, quando le persone si rivolgono a loro esponendo il loro malessere. Quando il tema dell''elettrosensibilità viene sottoposto loro, si dichiarano non a conoscenza oppure in certi casi la liquidano come fantasia. Ma in paesi più avanzati del nostro, come in Svezia, l'elettrosensibilità è una patologia riconosciuta e presa in considerazione nella formulazioni delle diagnosi soggettive. In quel paese, le statistiche dicono che ne è affetta circa il 5% della popolazione.

pdf 50La Linea guida per la diagnosi e il trattamento di problemi di salute e malattie collegate ai campi elettromagnetici (sindrome EMF) è stata redatta dall'Associazione Medica Austriaca nel Marzo 2012 per supportare la classe medica nella corretta diagnosi della sindrome di elettrosensibilità, in presenza dei sintomi accennati sopra. Ne raccomandiamo la distribuzione al vostro medico.