cellulaIl paradigma assunto dalla ricerca scientifica ufficiale è che gli unici effetti provati a fronte di esposizione a campi elettromagnetici sono effetti termici (per campi ad alta frequenza) ed effetti di contrazione muscolare (per campi a bassa frequenza). Al di sotto di una certa soglia di energia elettromagnetica, secondo questo paradigma, non ci sono effetti biologici avversi sugli organismi viventi. Da questo approccio, vecchio di oltre quarant'anni, sono derivati gli attuali limiti di esposizione ICNIRP (International Commission of Non-Ionizing Protection), che cautelano dai soli effetti acuti provocati da livelli così alti da provocare innalzamento termico o contrazione muscolare nei tessuti. Nessun principio di cautela è usato per la protezione da effetti causati da esposizione a breve termine con livelli inferiori o a lungo termine (mesi, anni), su cui la ricerca ufficiale non ha fornito una risposta e continua a cercarla. Anche i limiti di esposizione emanati dalle direttive europee sia per la protezione della popolazione che dei lavoratori rispecchiano questo approccio.

Ma questo paradigma è ormai sempre più indifendibile, perchè sono noti e provati tutta una serie di seri effetti biologici che si manifestano a intensità di campo ben al di sotto di valori termici o di valori corrispondenti a contrazione muscolare. Queste ricerche, condotte su cellule in vitro e con studi epidemiologici sulla popolazione, riportano effetti genotossici, sulla fertilità e sulla riproduzione, effetti sui feti in gestazione e sui neonati, maggiori rischi di disordini autistici, obesità, asma sui bambini, effetti neurodegenerativi specie negli anziani, effetti di promozione di fenomeni carcinogenici, effetti debilitativi sul sistema immunologico.

Karl HechtIl professor Karl Hecht, medico, scienziato, autore di libri e profondo conoscitore della ricerca scientifica compiuta dai russi sul tema ha rilasciato una intervista nel 2009, tradotta in italiano, che denuncia con forza il grande esperimento che si sta compiendo in questi anni sul genere umano "civilizzato" e sui colossali pericoli impliciti in esso, specie a carico dei soggetti più deboli e nel lungo termine.