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Una lettera aperta redatta da SSITA (associazione inglese per una tecnologia informatica sicura nelle scuole), da loro recentemente scritta in risposta ad affermazioni del governo inglese sulla tecnologia Wi-Fi nelle scuole, problematiche che si manifestano anche in Italia in questi tempi. L'esposizione a tecnologia wireless sugli allievi presenti nelle scuole è un esperimento collettivo dai risvolti finali per niente certi. Tutti i dirigenti scolastici responsabili dovrebbero adottare il principio di precauzione ed evitare tale esposizione.

Lettera a Dirigenti scolastici, Amministratori e Autorità locali

Cari Dirigenti scolastici, Governatori e Autorità locali,

Qui di seguito troverete le risposte da SSITA alle dichiarazioni rese in pubblico da Public Health England (PHE), sulla sicurezza della tecnologia Wi-Fi per l’uso nelle scuole. Come datori di lavoro, voi siete responsabili nel rendere l’ambiente scolastico sicuro; le risposte elencate di seguito possono essere considerate, unitamente ai consigli che avete ricevuto da PHE. Siamo anche consapevoli che tutte le scuole hanno il dovere legale di salvaguardare i bambini evitando qualsiasi pregiudizio alla loro salute e al loro sviluppo. Riteniamo che le informazioni riportate sotto vi possano essere utili per soddisfare tali requisiti legali.

 

Commenti SSITA sui cinque punti chiave sollevati da PHE (riassunto nel testo di seguito sottolineato in rosso)

•    Fino ad oggi non ci sono prove coerenti che l’esposizione a segnali a radiofrequenza da Wi-Fi e WLAN influisca negativamente sulla salute della popolazione generale.

Per trovare evidenza scientifica “coerente”, o meno, gli studi a confronto necessitano di investigare esattamente le stesse condizioni, specie/ceppo, sesso, precedenti esposizioni e metodologie. La dichiarazione di cui sopra è fuorviante in quanto implica che il lettore possa allontanare le preoccupazioni di danni perchè studi identici non sono riusciti a dare gli stessi risultati. In realtà, molti studi hanno rilevato danni o effetti negativi negli esseri umani / cellule umane o altri animali causati da segnali wireless Wi-Fi a 2.4 GHz. Tredici studi elencati nel link qui: http://wifiinschools.org.uk/30.html hanno trovato un aumento dello stress ossidativo nelle cellule animali o umane da segnali Wi-Fi a 2.4 GHz. L’aumento di stress ossidativo è una nota causa di danni a proteine, lipidi delle membrane e acidi nucleici e aumenta il rischio di cancro. Otto studi nel link riportato sopra hanno trovato effetti negativi del Wi-Fi a 2.4 GHz sulla fertilità o sul successo riproduttivo. Questi studi e altri, supportati da molti ulteriori studi eseguiti su telefoni cellulari e altri segnali a radiofrequenza (RF), sono sufficienti a sollevare serie preoccupazioni circa la sicurezza delle reti Wi-Fi per l’utilizzo nelle scuole. Anche i due report scientifici Bio-Initiative pubblicati forniscono una grande quantità di evidenza (http://www.bioinitiative.org/). L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato la radiazione a radiofrequenza nel Gruppo 2B “possibile cancerogeno per l’uomo” nel 2011.

Invece, anche se si utilizza una definizione scientificamente accurata della parola “coerente”, SSITA ritiene che non è nè necessario, nè si deve attendere una evidenza del tutto “coerente”. Non c’è alcuna probabilità di ottenere tale evidenza “coerente” poichè le persone, le tecnologie e il loro utilizzo sono estremamente variegate.
Non è necessario una completa coerenza per intraprendere azioni:

Comunicazione della Commissione Europea sul Principio di Precauzione 2 Febbraio 2000

http://ec.europa.eu/dgs/health_consumer/library/pub/pub07_it.pdf

SSITA ritiene che la mancanza di misure precauzionali condurrà a danni a lungo termine al benessere fisico e mentale dei bambini esposti quotidianamente a emissioni di Wi-Fi, tablet e similari.

•    I segnali Wi-Fi sono a potenza molto bassa, tipicamente 0,1 watt (100 milliwatt), sia nel computer che  nella stazione (router) e le esposizioni risultanti dovrebbero poter ben trovarsi all'interno delle linee guida  internazionalmente accettate.

I segnali sono all’interno delle linee guida ICNIRP – ma SSITA e molti altri contestano la rilevanza della guida, basata sugli effetti di riscaldamento (Specific Absorption Rate o SAR) su 6 minuti quando ci sono molti studi di buona qualità condotti in peer-review che mostrano evidenze di danni, specialmente al benessere, a livelli migliaia di volte inferiori ai valori delle linee guida ICNIRP.
Inoltre, non importa se i segnali sono a bassa potenza, se sono sufficienti a causare danni biologici ed effetti negativi,come sono stati trovati (http://wifiinschools.org.uk/30.html).
•    Le  frequenze usate sono sostanzialmente le stesse di quelle usate per altre applicazioni RF.

Questo è vero, ma la maggior parte degli esseri umani non sono stati generalmente esposti a queste frequenze prima degli ultimi 30 anni. I livelli di potenza in questa parte dello spettro a radio-frequenza sono aumentati di almeno 1.000.000.000.000.000 volte negli ultimi 100 anni e di circa 1.000.000 di volte solo negli ultimi 30 anni. Molti studi sono stati effettuati su insetti, uccelli, altri animali, e piante che mostrano effetti negativi. Questi effetti non sono psicosomatici.

•    Sulla base delle conoscenze attuali, le esposizioni a radiofrequenza provenienti da Wi-Fi sono probabilmente inferiori a quelle da telefoni cellulari.

Questa è una dichiarazione ridicolmente superficiale da parte di PHE che non ha nemmeno formalmente valutato e pubblicato l’esposizione da iPad e altri computer tablet. Per la loro valutazione di esposizione Peyman et al, hanno misurato solo i PC laptop e gli Access Point Wi-Fi/WLAN – e hanno mostrato che i livelli tipici nell’aula sono significativamente più alti di quelli rilevati a distanza di 100 metri da un’antenna telefonica mentre ci si trova dentro il fascio principale. Hanno misurato i livelli a 0.5 e 1 metro di distanza dai PC laptop. La maggior parte dei bambini/ragazzi usa il laptop a una distanza inferiore a 0.5 metri (circa 0.3 m o 30 cm è più comune). I tablet sono spesso tenuti in mano (o sul grembo) con le mani che toccano il dispositivo vicino alle antenne interne. Anche quando è sul tavolo, il bambino è generalmente molto vicino allo schermo – qualcosa come 20 cm. Poichè la potenza aumenta all’incirca con il quadrato dalla distanza della sorgente, questo significherebbe un aumento pari a circa 4 volte nei livelli misurati da Peyman, et al, a 50 cm dai PC laptop.

Sebbene SSITA ritenga che il SAR non sia la migliore metrica (il livello del segnale in Volt su Metro è più indicato per segnali pulsanti quali il Wi-Fi), esaminiamo i valori di SAR dei telefoni cellulari e degli iPads pubblicati:
Prendendo tutti i 432 telefoni cellulari elencati sul sito web www.sarvalues.com, troviamo un’intervallo di valori massimi tra 0.12 e 1.59 W/Kg, con una media di 0.8 W/Kg (in 10 g di tessuto).

Prendendo 11 moderni smart phone sul sito web www.sarvalues.com, otteniamo un intervallo  (in 10 g di tessuto) tra 0.35 e 0.8 W/Kg, con una media massima di SAR di 0.42 W/Kg.

Il SAR ufficiale Apple/FCC del Wi-Fi relativo a un iPad3 è 0.39-0.51 W/Kg in 10 g di tessuto. Così, i massimi SAR da Wi-Fi dell’iPad sono molto simili a quelli dei moderni telefoni cellulari.

Il Dipartimento della Salute e i funzionari medici leader britannici attualmente raccomandano a tutti i bambini e i giovani sotto 16 anni di età di utilizzare i telefoni cellulari solo per motivi di stretta necessità. I valori di SAR sopra riportati suggeriscono che questo consiglio debba valere anche per i computer tablet.

Ma questa è solo una piccola parte del problema. Tutti i telefoni moderni impiegano il Controllo Adattativo di Potenza (APC-Adaptative Power Control). Questo meccanismo fa diminuire la loro potenza quando essi hanno una buona connessione alla stazione radio base. I terminali GSM hanno un intervallo di controllo 1000:1 e operano tipicamente a livelli da 10 a 100 volte inferiori al massimo. I più moderni terminali 3G/UMTS hanno un intervallo di controllo della potenza 50.000.000:1 e operano tipicamente a un millesimo della loro potenza massima. Quindi la loro esposizione media di SAR è una minuscola frazione del loro valore di SAR massimo.

INVECE, gli iPad, altri tablet e la maggior parte di laptop non possiedono nessuna implementazione dell’APC sul Wi-Fi – sicchè essi funzionano alla massima potenza per tutto il tempo in cui il Wi-Fi è attivo. Ci sono intervalli silenti tra le raffiche di dati, specialmente quando non si scaricano grandi quantità di dati, ma le microonde corrispondenti alle raffiche di dati sono sempre alla massima potenza. C’è un sensore di prossimità nel retro degli iPad che la Apple sostiene serva a rivelare quando l’iPad è usato sul grembo e diminuisca la potenza trasmessa per evitare il superamento del limite massimo di SAR. Tuttavia, questo sensore non si attiva quando l’iPad è usato su di un tavolo e la faccia del  bambino è vicina allo schermo.

•    Sulla base delle attuali informazioni scientifiche, l’esposizione da dispositivi Wi-Fi soddisfa le linee guida internazionali. Non ci sono prove coerenti di effetti sulla salute dalle esposizioni a radiofrequenza al di sotto dei livelli della linea guida e nessuna ragione per cui le scuole e altri enti non debbano usare i dispositivi Wi-Fi.

SSITA respinge con forza le opinioni espresse in questa informativa.

Ci sono buone ragion per cui le scuole non devono utilizzare dispositivi Wi-Fi. Le scuole non dovrebbero utilizzare il Wi-Fi perchè esse hanno un dovere legale di tutelare i bambini, impedendo la compromissione della salute e lo sviluppo dei bambini. Gli studi scientifici hanno trovato che i segnali wireless Wi-Fi a 2.4 GHz possono aumentare lo stress ossidativo (che danneggia le cellule), danneggiare il DNA (che può portare a mutazioni, morte cellulare o tumori), aumentare la proliferazione delle cellule leucemiche umane, alterare l’attività cerebrale umana (e quindi suscettibile di influenzare lo sviluppo del cervello) e danneggiare la fertilità maschile e femminile.

Una ovvia risposta all’evidenza di danno derivante da segnali a radiofrequenza pubblicata nella letteratura scientifica sarebbe quella di investigare ulteriormente con test biologici la misura con cui i segnali Wi-Fi stanno causando danni biologici e in quali condizioni si verificano questi effetti. Anche se PHE/HPA comunica alle scuole di tutto il Regno Unito con sicurezza che non c’è nessuna ragione perchè il Wi-Fi non dovrebbe essere usato nelle scuole, devono ancora pubblicare uno dei loro studi biologici e sulla salute dei possibili effetti del Wi-Fi.

Notiamo anche che il finanziamento governativo dello studio di Peyman et al ha specificamente escluso ogni investigazione sui possibili effetti negativi sulla salute (anche per quanto riguarda il benessere). Sicuramente le scuole dovrebbero interrogarsi sul perchè PHE/HPA non abbiano effettuato nessuno studio biologico e sulla salute sugli effetti del Wi-Fi dal momento che nel 2007 hanno annunciato che avrebbero indagato minuziosamente sulla sicurezza dell’uso del Wi-Fi nelle scuole. Tutto quello che hanno fatto è stato misurare i livelli di potenza del segnale e dichiarare che questi erano al di sotto delle linee guida ICNIRP.

SSITA ritiene che le tecnologie informatiche siano importanti nella scuola moderna. Per la maggior parte di applicazioni SSITA supporta l’utilizzo di computer desktop fissi e cablati con una buona tastiera ergonomica, con un display a schermo piatto e con una connessione di rete cablata (Ethernet o fibra ottica). Questi sono collegati a terra e non fanno uso di dispositivi wireless ed espongono l’utente a campi elettromagnetici minimi (ma di fatto non non-esistenti). Vi è posto per un uso occasionale di computer portatili non wireless, ma le esposizioni a campi elettromagnetici (dal touchpad, etc.) sono più alte e la tastiera è molto meno ergonomica e con maggiore probabilità porta a problemi fisici da sforzo ripetitivo negli anni successivi (piccoli movimenti delle dita e movimenti del polso). I Tablets e gli Smart Phones non dovrebbero essere usati poichè da entrambi deriva una esposizione a campi elettromagnetici RF per i bambini. SSITA ritiene che questo approccio sarebbe sia proporzionato che protettivo con una differenza di costo molto modesta.

SSITA  -  Marzo 2014

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