incintaIl meraviglioso e incantevole processo mediante il quale alcune cellule si sviluppano in una nuova vita è veramente miracoloso. Seguendo alcune istruzioni invisibili, gli intricati e complessi passi per la creazione di una nuova vita si dispiegano, formando delicati organi e sistemi vitali e costruendo miliardi di importanti connessioni e schemi, per parlare solo del cervello...

Il progetto BabySafe (Bambino Sicuro) è una campagna di educazione rivolto alle donne incinte riguardo alle radiazioni a radiofrequenza e il potenziale rischio che comportano per i bambini in via di sviluppo.

Oggi viviamo in un "mare" virtuale di questo tipo di radiazioni, prodotte da telefoni cellulari, router, computer e tablet e da una miriade di dispositivi wireless, creato per rendere la nostra comunicazione più veloce e le nostre vite più convenienti. In realtà, la comunicazione senza fili è il settore in più rapida crescita in tutto il mondo. Purtroppo, i limiti di esposizione alle radiazioni in radiofrequenza stabiliti dalla Federal Communications Commission (FCC) sono obsoleti [anche quelli prescritti dalla legge italiana, ndr] e non sono stati formulati in base ai livelli di esposizione correnti o alla scienza emergente, e nel 2011 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che le radiazioni a radiofrequenza sono un possibile cancerogeno.

Ora sappiamo che le radiazioni a radiofrequenza possono causare effetti biologici anche a intensità tali da non provocare un innalzamento di temperatura, compresi danni alle cellule e al loro DNA, anche a bassi livelli di esposizione. Numerosi studi animali hanno mostrato effetti neurologici, tra cui disturbi del comportamento, che possono portare a conseguenze per la salute a lungo termine. Tutto questo suggerisce che l'assunzione di alcune precauzioni riguardo alle radiazioni a radiofrequenza sia appropriata per le nostre persone più vulnerabili, comprese le donne in gravidanza.

 

Il messaggio del progetto BabySafe è che, oltre ad evitare l'alcool, il tabacco e il pesce con alti livelli di mercurio, le donne incinte dovrebbero prendere alcune semplici precauzioni quando si usano dispositivi senza fili nelle loro vicinanze.

Il Dr. Hugh Taylor, presidente del Dipartimento di Ostetricia, Ginecologia e Scienze della Riproduzione presso la Yale University School of Medicine concorda. Egli dice: "Abbiamo dimostrato chiari rapporti di causa ed effetto in topi, e abbiamo già studi che dimostrano che le donne che fanno uso di telefoni cellulari hanno bambini con più problemi comportamentali. Credo che nell'insieme ci sia una evidenza schiacciante ... Non c'è praticamente alcun inconveniente nell'essere prudenti e proteggere il vostro bambino."

Di più sulle radiazioni a radiofrequenza

Le onde a radiofrequenza sono state usate da più di un secolo per trasportare segnali, da trasmettitori sul territorio a ricevitori distanti. Questa tecnologia ha informato e fatto svagare milioni di persone in tutto il mondo. Tuttavia, la tecnologia offerta oggi dal settore wireless piazza trasmettitori potenti insieme ai ricevitori molto più vicino che mai accaduto prima agli utilizzatori di tutte le età. Questa comunicazione bidirezionale, e l'aumentato livello di radiazioni necessario per supportarla, è motivo di preoccupazione. Infatti i produttori di dispositivi wireless avvertono i consumatori di mantenere i loro telefoni, tablet, baby monitor o altri dispositivi lontano dal loro corpo.

La domanda dei consumatori per la connettività globale ha portato all'installazione di molti più trasmettitori locali di radiazioni a radiofrequenza e di ricevitori, e attualmente centinaia di migliaia di trasmettitori (antenne) su torri, pali, tetti sono state piazzate in prossimità di abitazioni private, appartamenti, scuole, edifici per uffici, aree commerciali e ricreative. Il "Free Wi-Fi" è comunemente pubblicizzato per attrarre clienti nei bar, ristoranti, alberghi e negozi. I router wireless nelle aree pubbliche sono molto potenti poichè sono progettati per supportare molti computer laptop o tablet contemporaneamente.

Questa realtà wireless ubiquitaria e in continua espansione in cui viviamo significa che siamo letteralmente immersi nelle emissioni in radiofrequenza. Ma si possono ancora compiere alcune scelte personali che hanno l'obiettivo di ridurre l'esposizione. Come accennato in precedenza, mantenere una debita distanza dai trasmettitori o dalle antenne e tenere i dispositivi wireless lontano dal proprio corpo è qualcosa relativamente semplice da fare. E' anche importante la quantità di tempo che si passa a utilizzare tali dispositivi wireless. Si tenga presente che l'esposizione si cumula nel tempo.

Di più sulla scienza

Un recente studio (Aldad, et al 2012) condotto presso la Yale University ha scoperto che topi di laboratorio in gravidanza esposti a radiazioni di ordinari cellulari hanno prodotto prole che era più iperattiva e aveva ricordi più poveri rispetto a un gruppo di controllo che non è stato esposto.

Il Dr. Hugh Taylor, presidente del Dipartimento di Ostetricia, Ginecologia e Scienze della Riproduzione presso la Yale University School of Medicine e il suo team di ricercatori hanno concluso che le radiazioni del telefono cellulare avevano danneggiato i neuroni nella corteccia prefrontale del cervello. Il lavoro dei ricercatori di Yale è in linea con una progressione costante di studi scientifici che hanno dimostrato gli effetti comportamentali e sulla salute provocati da radiazioni a radiofrequenza.

Venti anni fa, una revisione della letteratura scientifica sulle radiazioni di radiofrequenza / microonde condotto dal Materiel Command U. S. Air Force (Bolen 1994) ha concluso che "il comportamento può essere la componente biologica più sensibile a radiazioni a radiofrequenza / microonde."

Gli scienziati della University of Washington hanno dimostrato rotture del DNA nelle cellule cerebrali di ratti derivanti dall'esposizione a radiazioni a microonde (Lai, et al 1995). Nel decennio seguente,sono stati condotti numerosi studi correlati alla sicurezza delle radiazioni a radiofrequenza con risultati variabili, e si è mantenuta la controversia sulla rilevanza degli studi animali sugli esseri umani.

Di particolare importanza è stato il lavoro dei ricercatori presso l'Università del Kentucky, che sono stati in grado di mostrare come l'esposizione a radiazioni a radiofrequenza può danneggiare o addirittura distruggere le cellule cerebrali (Zhao,et al 2007).

I ricercatori a Samsun, in Turchia hanno pubblicato evidenza che i ratti esposti prima della nascita a radiazioni emesse da telefoni cellulari hanno mostrato un apprendimento compromesso e anche danni a quelle parti del cervello coinvolte nella memoria e nell'apprendimento (Inkinci, et al 2013). In un altro studio, i ratti esposti a radiazioni a radiofrequenza in modalità prenatale avevano subito anche danni al midollo spinale (Odaci, et al 2013).

Il progetto BabySafe ha raccomandazioni per le donne in stato di gravidanza su come ridurre la loro esposizioni alle radiazioni a casa, al lavoro e in viaggio.

Modi per ridurre l'esposizione a radiazioni a radiofrequenza:

  • Evitare di portare il telefono cellulare sul corpo (ad esempio in tasca o reggiseno).
  • Evitare di posizionare il telefono cellulare, computer portatile wireless o tablet sul vostro addome
  • Utilizzare il telefono cellulare con impostazione "vivavoce" o con un auricolare pneumatico.
  • Evitare l'uso di dispositivi wireless in automobile, treni e ascensori.
  • Evitare la presenza di telefoni cordless, specialmente nelle zone notte della casa.
  • Ogni volta che è possibile, collegarsi a internet tramite collegamenti a cavo.
  • Se si usa tecnologia Wi-Fi, collegarsi solo per il tempo strettamente necessario per il download, quindi disconnetterlo.
  • Evitare l'esposizione diretta o prolungata a router Wi-Fi a casa, scuola, o al lavoro. Se il proprio lavoro richiede l'uso di un computer, posizionarsi in modo da non essere seduti vicino al router e neanche tra il router e il proprio computer
  • Staccare dalla presa il proprio router Wi-Fi quando non usato (ad esempio nelle ore notturne).
  • Dormire quanto più lontano possibile da dispositivi di misura (acqua luce gas altro) wireless (come i contatori smart)

Dichiarazione congiunta sulla gravidanza e sulle radiazioni a radiofrequenza:

Ci uniamo insieme come medici, scienziati ed educatori per esprimere la nostra preoccupazione per il rischio che le radiazioni wireless rappresenta per la gravidanza e per sollecitare le donne incinte di limitare le proprie esposizioni.

Riconosciamo che i processi estremamente delicati che dirigono lo sviluppo della vita umana sono vulnerabili agli insulti ambientali, e che perfino modeste esposizioni durante finestre critiche dello sviluppo possono avere conseguenze gravi e per tutta la vita.

Siamo consapevoli che il processo scientifico esige un esame approfondito ed esauriente del possibile impatto delle radiazioni wireless sulla salute; tuttavia, riteniamo che una sostanziale evidenza di rischio, piuttosto che una prova assoluta del danno, debba essere sufficiente per una azione di intervento per la tutela della salute pubblica.

Chiediamo alla comunità di ricerca di condurre studi ulteriori per identificare i meccanismi con cui un feto potrebbe essere interessato dall'esposizione alle radiazioni a radiofrequenza. Chiediamo ai nostri leader eletti di sostenere questo tipo di ricerca e di far progredire politiche e normative che limitino l'esposizione per le donne incinte. Invitiamo l'industria a implementare ed esplorare tecnologie e progetti in grado di ridurre l'esposizione alle radiazioni fino a quando tale ricerca non sia effettuata.

Noi affermiamo il nostro ruolo di operatori sanitari e scientifici per informare il pubblico in merito ai potenziali pericoli connessi con l'esposizione precoce nella vita alle radiazioni a radiofrequenza, e invitare tutti i professionisti impegnati in ostetricia, pediatria, e difesa della salute ambientale di unirsi a noi nella nostra ricerca per garantire la la sicurezza e la salute delle generazioni future.

Per visualizzare l'elenco dei firmatari della dichiarazione congiunta,www.BabySafeProject.org

Articolo originale: "The BabySafe Project: Know your Exposure, Patty Wood"


 Risorse e studi selezionati:

[1] Oxidative mechanisms of biological activity of low-intensity radiofrequency radiation. Yakymenko, et al. Electromagnetic Biology and Medicine 34(3):1-16 (2015).
[2] The effect of exposure of rats during prenatal period to radiation spreading from mobile phones on renal development. Bedir, et al. Renal Failure 37(2):305-9 (2015).
[3] Effects of prenatal 900 MHz electromagnetic field exposures on the histology of rat kidney. Ulubay, et al. International Journal of Radiation Biology 91(1):35-41 (2015).
[4] Autism-relevant social abnormalities in mice exposed perinatally to extremely low frequency electromagnetic fields. Alsaeed, et al. International Journal of Developmental Neuroscience 37:58-6 (2014).
[5] Influence of pregnancy stage and fetus position on the whole-body and local exposure of the fetus to RF-EMF. Varsier, et al. Physics in Medicine and Biology 59(17):4913-26 (2014).
[6] Dosimetric study of fetal exposure to uniform magnetic fields at 50 Hz. Liorni et al. Bioelectromagnetics 35(8):580-97 (2014).
[7] State of the reproductive system in male rats of 1st generation obtained from irradiated parents and exposed to electromagnetic radiation (897 MHz) during embryogenesis and postnatal development. Radiats Biol Radioecol 54(2):186-92 (2014).

 

PattyWoodPatty Wood è il direttore esecutivo di Grassroots Environmental Education, una organizzazione senza fini di lucro di salute ambientale. L'organizzazione utilizza argomentazioni scientifiche per trattare i temi dell'aria e dell'acqua pulita e della catena alimentare senza rischi e si batte per una più stretta regolamentazione delle radiazioni non ionizzanti e delle sostanze chimiche. Grassroots crede che la cura di un ampio supporto pubblico per mezzo dell'educazione sia la chiave per apportare cambiamenti positivi. I programmi si basano sulla scienza, e la rete di esperti ambientali comprende leader nei campi della tossicologia ambientale e della medicina dalle Università di Yale, Columbia, Harvard, Tufts e New York, U.C. Berkeley, Mount Sinai School of Medicine e analoghe istituzioni.

E' la co-produttrice del film documentario "Our children at risk" (i nostri bambini a rischio), che esplora le più recenti ricerche scientifiche che collegano gli inquinanti ambientali ai problemi di salute dei bambini. E' anche autrice di "The Childsafe School" (La scuola sicura per il bambino), un programma che promuove e fornisce un quadro relativo a un approccio integrato per la riduzione degli inquinanti ambientali nelle scuole.