ISPRA 2012 NIRE' stato presentato il 17 Luglio scorso l'annuario 2012 dei dati ambientali in Italia, redatto da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Una sezione apposita riguarda le radiazioni non ionizzanti, che include i campi elettromagnetici artificiali e menziona degli indicatori riguardanti tre tipologie di sorgenti che si ritrovano sul territorio nazionale:

- impianti radio-televisivi - RTV (intervallo della radiofrequenza)

- stazioni radio base di telefonia mobile - SRB (intervallo della radiofrequenza)

- elettrodotti (intervallo delle frequenze ELF - extremely low frequency)

Nel rapporto sono forniti 6 indicatori dello stato ambientale, secondo il modello DPSIR (vedere [4]) relativamente ai campi elettromagnetici. Il problema è che i dati dei primi 5 indicatori, raccolti dalle varie regioni, non sono completi, in quanto per circa metà delle regioni questi dati MANCANO.

Per la regione Sicilia i dati mancano per tutti i primi 5 indicatori.

 

 

 

1- DENSITÀ IMPIANTI E SITI PER RADIO-TELECOMUNICAZIONE E POTENZA COMPLESSIVA SUL TERRITORIO NAZIONALE

2- NUMERO DI PARERI PREVENTIVI E DI INTERVENTI DI CONTROLLO SU SORGENTI DI CAMPI ELF

3- NUMERO DI PARERI PREVENTIVI E DI INTERVENTI DI CONTROLLO SU SORGENTI DI CAMPI RF E MO

4- OSSERVATORIO NORMATIVA REGIONALE

5- SUPERAMENTI DEI VALORI DI RIFERIMENTO NORMATIVO PER CAMPI ELETTROMAGNETICI GENERATI DA IMPIANTI PER RADIOTELECOMUNICAZIONE, AZIONI DI RISANAMENTO

6- SVILUPPO IN CHILOMETRI DELLE LINEE ELETTRICHE, SUDDIVISE PER TENSIONE, E NUMERO DI STAZIONI DI TRASFORMAZIONE E CABINE PRIMARIE IN RAPPORTO ALLA SUPERFICIE TERRITORIALE

L'indicatore 1 è abbastanza interessante, perchè seppure proveniente solo da circa la metà di regioni italiane, dà la misura del numero di impianti disseminati sul territorio e delle enormi potenze impegnate che vanno a impattare sulla biosfera del nostro paese. La tabella 12.1 ci dice che, nelle 11 regioni per cui sono disponibili i dati, al 2011 esistevano ben 17200 impianti RTV registrati con una potenza impegnata di 10300kW (potenza di poco meno di 600W per impianto in media). La tabella 12.2 ci dice che, nelle 10 regioni per cui i dati sono disponibili, esistevano al 2011 ben 42311 (quarantaduemila) impianti di telefonia mobile per una potenza impegnata di 3780 kW (potenza di poco meno di 90 W per impianto in media).

L'indicatore 6, sullo sviluppo delle linee elettriche in alta tensione ci dice che la Sicilia è la regione con il valore in assoluto più alto di linee elettriche fino a 40kV (ben 113217 km), più della Lombardia, oltre il 10% del totale nazionale. E inoltre poco meno di 5000 km di linee in Alta tensione superiore a 40kV.

Nel rapporto non vengono considerate altre tipologie di sorgenti, ad esempio gli impianti radar (civili e/o militari), nè le stazioni di terra satellitari.

Antenna televisiva

Stazione Radio Base

Elettrodotto

 

Si legge nel report [2] a pagina 2 "A livello sociale si continua a riscontrare una diminuzione della percezione del rischio, da parte della popolazione, legata all’esposizione ai campi elettromagnetici. Ciò è frutto principalmente della capillare attività di monitoraggio e di informazione portata avanti in questi anni dal sistema delle agenzie ambientali e anche dell’adozione di soluzioni tecnologiche, mirate alla minimizzazione dei campi elettromagnetici e dell’applicazione di norme specifiche, mirate alla tutela dell’individuo da effetti sulla salute sia a breve sia a lungo termine."

A noi non pare che ci sia una diminuzione della percezione del rischio nella popolazione, come ci vorrebbero fare credere (non si capisce come lo avrebbero misurato). Non troviamo riscontri documentati neanche sulla "capillare attività di monitoraggio e informazione", almeno per quanto riguarda la nostra regione Sicilia.

Per quanto riguarda le soluzioni tecnologiche, la preoccupazione per le esposizioni ambientali, a nostro parere, aumenta invece che diminuire. Gli impianti televisivi digitali che hanno rimpiazzato quelli analogici presentano modulazioni digitali con presenza di segnali impulsivi, che la ricerca scientifica indipendente considera più problematiche di quelle analogiche. Gli impianti di telefonia mobile continuano ad aumentare le potenze installate.

Sul versante "norme specifiche, mirate alla tutela dell'individuo da effetti sulla salute sia a breve che a lungo termine", abbiamo assistito proprio nel 2012 all'introduzione di una legge, la 221/2012 che tende a demolire le misure cautelative per gli effetti a lungo termine poste in essere dal legislatore per gli effetti a lungo termine sin dal 1998. Questa legge introduce notevoli problemi per gli organi di tutela e controllo territoriali (almeno quelli che si sforzano di fare dei seri controlli sul territorio), da cui questa inequivocabile nota di Arpa Piemonte del 25 Gennaio 2013.

fonti:

[1] http://www.isprambiente.gov.it/it/events/presentazione-annuario-dei-dati-ambientali-2012

[2] http://annuario.isprambiente.it/sites/default/files/pdf/2012/annuario/12_Radiazioni_non_ionizzanti.pdf

[3] http://annuario.isprambiente.it/content/indicatori/?id_tema=T22&id_area=A07

[4] link da webarchive

[5] http://www.arpa.piemonte.it/news/con-la-conversione-in-legge-del-decreto-sviluppo-esposizioni-piu-elevate-ai-campi-elettromagnetici-e-meno-controlli

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