cromosomi

 

E' stato recentemente (5 Agosto 2013) pubblicato sulla rivista Electromagnetic Biology and Medicine un interessantissimo articolo da parte dei ricercatori Paul Héroux e Ying Li che dimostra come l'esposizione a campi magnetici a bassissima frequenza influenza il numero di cromosomi (il cosiddetto cariotipo) di varie linee di cellule tumorali. I livelli di campi magnetici usati sono molto deboli e dell'ordine di grandezza di quelli presenti nei nostri ambienti di vita moderni. Proponiamo una traduzione dell'articolo giornalistico di Louis Slesin, apparso lo scorso Settembre, che esamina il lavoro di Héroux e Li e le loro difficoltà a far pubblicare la loro ricerca.

Nota: nella figura riportata sopra, il corredo cromosomico completo di una cellula umana sana.

 

 


Articolo originale (Settembre 2012):
A Unified Theory of Weak Magnetic Field Action
Indirizzo dell’articolo originale:
http://microwavenews.com/news-center/unified-theory-magnetic-field-action

 

 

Professore dell’Università McGill Propone una Nuova Radicale Prospettiva

Paul Héroux ha un problema. Egli crede di aver individuato un modo per controllare la crescita delle cellule tumorali, ma non riesce a far circolare le sue idee sulle riviste scientifiche. “Pensiamo di avere la Stele di Rosetta che ci permetterà di svelare la complessità della fisiologia del cancro”, dice Héroux, un professore dell’Università McGill di Montreal. Eppure, una rivista dopo l’altra si è rifiutata di pubblicare ciò che egli ha scoperto.

Parte del problema di Héroux è che la sua argomentazione è basata su una proposizione ancora più controversa di una possibile cura per il cancro. Che i campi magnetici estremamente deboli possano determinare grandi cambiamenti nel DNA. Che è difficile da far accettare. Héroux alza la posta di un’altra tacca pretendendo di dimostrare che tali cambiamenti sono così facili da individuare che non servono strumenti di alta tecnologia per vederli, solo un microscopio di fattura standard. Tutto quello che serve fare è contare i cromosomi, in verità con grande attenzione ai dettagli.

E non è tutto. Héroux dice di aver individuato dove e come il campo magnetico agisce sulla cellula.

Héroux lavora presso il Dipartimento di Epidemiologia, BioStatistica e Salute sul Lavoro dell’Università McGill e gestisce il Laboratorio InVitroPlus all’Ospedale Royal Victoria di Montreal.

 

Conteggio dei cromosomi in eccesso

Héroux e il suo ex studente postlaurea, ora postdottorato, Ying Li si sono messi a contare il numero di cromosomi in cellule tumorali, prima e dopo che sono state esposte a campi magnetici minuscoli, molto meno di 0.1 μT o un milliGauss. La scienza è chiamata cariologia, lo studio dei cromosomi - il cariotipo, come essi vengono collettivamente chiamati. La cariologia esiste da quasi cento anni, ma da tempo ha perso il favore come strumento di ricerca, rispetto a tecniche più sofisticate di moderna biologia molecolare. Una variazione nel numero di cromosomi può essere una misura alquanto grossolana di cambiamenti genetici, ma ha il vantaggio di essere facile da vedere.

A differenza delle cellule umane normali, che hanno 46 cromosomi, le cellule cancerogene possono avere un numero più grande e variabile di cromosomi. (Avere più di 46 cromosomi, noto come Hyperploidy (Aneuploidia), è di solito un segnale di problema, come nella sindrome di Down).

Un tipo di cellula tumorale al seno, conosciuta come MCF-7, ha una media di 74 cromosomi. Quando esposte a un campo magnetico a 60Hz molto debole di 25-50nT (0.025-0.05 μT ovvero 0.25-0.5mG) per sei giorni, le cellule perdono più del 10% dei loro cromosomi, secondo Héroux e Li. Essi la chiamano l’effetto contrazione del cariotipo e dicono che il cambiamento è statisticamente molto significativo.

Essi hanno ripetuto lo stesso esperimento con altre quattro linee cellulari – quelle di cancro al polmone e al colon e due differenti tipi di leucemia - e hanno trovato essenzialmente ogni volta lo stesso effetto. Le cellule esposte ai campi magnetici mostrano una serie di non comuni proprietà:

  • Dopo tre settimane nel campo, il numero di cromosomi ritorna ai numeri della linea di partenza;
  • Una volta adattate al campo magnetico, le cellule diventano estremamente sensibili alle ulteriori variazioni di campo magnetico. Un aumento o una diminuzione di soli 10nT (0.01 μT, 0.1 mG) indurrà un altro giro di contrazioni del cariotipo.
  • Le contrazioni del cariotipo variano poco in un ampio intervallo di intensità di campo – da 100 a 500 nT (0.1-0.5 μT, 1-5 mG). Cioè, non c’è un effetto dose-risposta.

Héroux e Li ammettono che gran parte di questo comportamento è inusuale e va contro le “tossicologia e l’epidemiologia classiche”. Dicono che sono in un territorio inesplorato che è “non previsto da principi tossicologici classici”.
In tutte e cinque le linee cellulari, gli effetti “sono sorprendentemente simili”, essi scrivono e questo suggerisce un “meccanismo di base comune”.

 

ATPS: un motore molecolare che pompa energia in una cellula

Héroux e Li suggeriscono che il campo magnetico agisce sull’ ATP synthase (ATPS), un enzima che catalizza la produzione di adenosine thriphospate ovvero ATP, la sorgente di energia per tutte le cellule viventi (vedere figura sotto).

ATPS model

ATPS è una grande molecola che attraversa la membrana cellulare e funziona come un piccolo motore. I protoni (ioni idrogeno) valicano attraverso gli stretti canali entro ATPS nell’interno della cellula e, nel processo, generano ATP. L’efficienza del processo consente di determinare il bilancio energetico all’interno della cellula.
Ecco una utile analogia da parte di David Marcey dell’Università Luterana della California: si pensi all’ATPS come una turbina idroelettrica che converte l’energia cinetica dell’acqua in movimento in energia elettrica. Più lenta scorre l’acqua, meno elettricità è generata, e viceversa.( Marcey ha creato un modello animato che mostra come ATPS funziona).

Secondo Héroux, i campi magnetici possono accelerare o rallentare il movimento dei protoni attraverso i canali d’acqua ATPS e questo infine conduce a più o meno cromosomi.

In un articolo pubblicato lo scorso anno in Tumor Biology, Li e Héroux hanno mostrato che la oligomicina, un antibiotico che può compromettere l’azione di ATPS, conduce a una contrazione di cariotipo (come fa un mix di melatonina e vitamina C). Nel loro nuovo articolo, utilizzando questa e altre evidenze sperimentali, Héroux e Li sostengono che i campi magnetici e l’oligomicina “condividono un modo comune di azione” e che si svolge nell’ATPS.

 

La Connessione Russa

La loro nuova teoria induce la solita domanda: quale forza biofisica può spiegare come campi magnetici estremamente deboli possano influenzare un sistema biologico, in questo caso ATPS? La maggior parte degli scienziati mainstream sostengono che il campi magnetici dell’ordine di nanoTesla sono troppo piccoli per superare il movimento casuale delle molecole all’interno dei sistemi viventi. Héroux e Li offrono una risposta, anche se si basa su alcuni oscuri e largamente dimenticati studi Russi.

Più di 20 anni fa, Lyudmila Petrovna Semikhina e il suo relatore di tesi Professore Vsevolod Kiselev all’Università Statale di Mosca trovarono evidenza che i campi magnetici possono alterare la struttura dell’acqua a livelli a partire da 25nT.

Può essere difficile da credere, ma la comprensione scientifica delle proprietà dell’acqua è ancora un work in progress. Prendiamo, per esempio, un comunicato stampa diffuso qualche settimana fa dalla Università di California, San Diego, che descrive alcune nuove svolte relative alla struttura molecolare dell’acqua. Esso comprende questa affermazioni: “L’acqua nei siti attivi degli enzimi incide sul loro potere catalitico”. Questa è esattamente la tesi che gli scienziati della McGill stanno portando avanti con campi magnetici che influenzano la struttura dell’acqua nell’enzima ATPS.

Ecco come Héroux ha spiegato cosa succede a Microwave News: “Se la struttura dell’acqua nei canali protonici all’interno dell’ATPS cambia, i protoni hanno più difficoltà nel tunnelling attraverso la membrana e questo influisce sull’efficienza del rotore. Questo a sua volta porta a cambiamenti nella concentrazione di ATP che, a sua volta, provoca cambiamenti nel cariotipo”.

 

“Lavoro Straordinariamente Impressionante”

Héroux e Li riassumono tutto questo nel loro articolo. I dati sperimentali che mostrano la contrazione del cariotipo nelle cinque linee cellulari, il parallelismo tra l’azione di campi magnetici e sostanze chimiche biologicamente importanti su ATPS e gli effetti dei campi magnetici sulla struttura dell’acqua.
Non è difficile capire perché le riviste scientifiche potrebbero essere riluttanti a pubblicare un documento che richiede conoscenza di biologia cellulare, biofisica molecolare ed elettrodinamica quantistica. E certamente lo sono stati. L’articolo di McGill è stato rifiutato da riviste specializzate in radiazioni (BioElectromagnetics e Radiation Research), riviste scientifiche più generali (Environmental Health Perspectives e Carginogenesis), riviste di interesse generale (PLoSOne), ha detto Li. Solo due di esse (BEMS e PLoSOne) si sono prese il fastidio di di inviare il manoscritto per una peer review esterna.

David Carpenter, direttore dell’Istituto per la Salute e l’Ambiente presso l’Università di Albany, ha dato uno sguardo da vicino a tutti questi risultati, quando ha prestato servizio come reviewer esterno per la tesi di dottorato di Li alla McGill. In un’intervista, Carpenter ha inondato il lavoro sulle linee cellulari con un superlativo dopo l’altro. “E’ straordinariamente impressionante”, ha detto in un’intervista telefonica. “Mi ha davvero sbalordito quando lo lessi. E’ di prima classe e merita considerevole attenzione.”

Due ricercatori di lungo corso sugli effetti dei deboli campi magnetici con background in ingegneria e fisica si riservano un giudizio fino a quando non ne sapranno di più su come gli esperimenti sono stati effettuati. “I risultati sono interessanti, ma ho delle riserve sul sistema di esposizione e la teoria alla base,” ha detto Frank Barnes, un professore distinto all’Università del Colorado in Boulder, che fu eletto all’Accademia Nazionale di Ingegneria nel 2001. “I risultati sperimentali hanno molta più probabilità di essere corretti che la teoria,” ha detto. Per più di 15 anni, Barnes ha lavorato sugli effetti dei campi deboli con scienziati Russi, in particolare Mikhail Zhadin dell’Istituto di Biofisica nel Pushchino.

Come Barnes, Abe Liboff, un professore in pensione di fisica che sta scrivendo un libro sulla Sensibilità Biologica al Campo Magnetico della Terra, è più impressionato dalla biologia che dal resto dell’articolo. “Parte di esso è molto naïve, ma ovviamente gli esperimenti sono stati effettuati con molta attenzione, “ ha detto in un’intervista da Boca Raton, Florida, dove ora egli vive.

Ma forse il migliore indicatore che Héroux e Li stanno lavorando su qualcosa di importante è che IREQ, il braccio di ricerca di Hydro-Québec, la gigantesca compagnia elettrica, li sta aiutando a continuare ed estendere questa linea di ricerca. Michel Bourdages, un senior manager a IREQ, sta fornendo attrezzatura importante che permetterà loro di effettuare esperimenti più sofisticati. Egli sta anche fornendo fondi per supportare il lavoro post-dottorale di Li Ying nel laboratorio di Héroux. Bourdages ha rifiutato di essere intervistato per questa storia.

Héroux ha lavorato a IREQ prima di entrare alla McGill nel 1987. Mentre lavorarava lì, progettò il contatore di Positroni, che è stato utilizzato in una serie di autorevoli studi epidemiologici sulla esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici. Il Positrone è stato il primo misuratore a misurare transienti ad alta frequenza che sono onnipresenti nella distribuzione di energia elettrica. Oggi, questi transitori sono meglio conosciuti come elettricità sporca. Il sostegno dell’IREQ viene con un’ampia misura di ironia; torneremo su questo dopo.

 

Possono Avere Effetti Biologici Campi dell’Ordine di NanoTesla?

Tutto questo solleva una domanda: è mai possibile che campi magnetici dell’ordine di nanoTesla possano produrre effetti biologici? Liboff ritiene che la risposta è sì. “Questi campi molto piccoli sono biologicamente attivi,” ha detto, “non c’è dubbio.” Liboff indica l’abilità degli uccelli e delle api di essere guidate dal campo statico della Terra. “Oltre a le piccole creature di Dio,” ha detto “tre o quattro gruppi europei hanno pubblicato dichiarazioni di aver visto effetti a 40nT per campi variabili nel tempo.” Liboff si rammarica del fatto che ci sia così poco interesse in queste interazioni con deboli campi negli USA. “E’ completamente differente in Europa,” ha detto.

Da parte sua, Barnes è più conservativo. Ha detto che è a proprio agio che ci sono effetti a decine di μT - che è un livello 1000 volte più alto che i campi di nT usati negli esperimenti di Héroux-Li.

Per quanto riguarda il lavoro Russo di Semikhina indicante una soglia di 25 nT che sta al centro della teoria di Héroux, essa è oscura da qualunque prospettiva. Nessuno di quelli con cui abbiamo parlato ne aveva sentito tranne Vladimir Binhi, il capo del laboratorio di radiobiologia all’Istituto dell’Accademia Russa di Scienze a Mosca e autore di Magnetobiology. Binhi ci ha detto che altri hanno provato e hanno fallito a replicare i suoi esperimenti. “Ci sono forti sospetti che i suoi risultati siano non affidabili,” ha detto. Semikhina ora insegna all’Università Statale Tyumen in Siberia occidentale. Ella non ha risposto a una richiesta di commento.

Anche se gli effetti a livelli di nT possono andare contro l’ortodossia corrente, non sono inedite. Per esempio, l’anno scorso, un gruppo di Canadesi dell’Università Laurentian - Michael Persinger tra questi - ha riferito che campi magnetici da 1 a 5 nT hanno soppresso la crescita di cellule di melanoma nei topi. Il documento, anche se pubblicato in una rivista mainstream, l’International Journal of Radiation Biology, è passato relativamente inosservato.

 

Università McGill: un Centro di Scetticismo degli Effetti dei campi Elettromagnetici sulla Salute

Il fatto che Héroux, da lungo tempo professore alla McGill, stia difendendo questa radicale teoria delle interazioni con campi deboli promette di condurre a un aperto conflitto nel campus. L’università è un focolaio di scetticismo sui campi elettromagnetici, promosso in gran parte da Lorne Trottier, un imprenditore di successo Canadese e laureato McGill. Trottier ha fatto fortune nel settore informatico e ha dato grosse somme alla sua alma mater. E’ il più grande donatore alla Facoltà di Scienze della McGill.

Trottier ha pagato per nuovi edifici, sovvenzionato cattedre e lo scorso anno ha dato alla McGill 5.5 milioni di dollari canadesi per portare “scienza legittima a un pubblico mainstream”. Trottier sponsorizza l’Ufficio per la Scienza e la Società dell’università, gestito da uno stretto collaboratore, Joe Schwarcz, un professore di chimica che scrive libri divulgativi su scienza e salute.

In aggiunta, Trottier e Schwarcz gestiscono il sito Web EMF & Health che, loro dicono, è “dedicato alla scienza reale.” Il loro obiettivo principale è rigettare ogni articolo, rapporto o presentazione che possa suggerire effetti con bassi livelli. Sono tutti, senza eccezione, attribuiti a pseudoscienza e chiacchiere allarmiste. Trottier e Schwarcz non hanno dubbi che i telefoni cellulari, i contatori intelligenti e le linee elettriche non presentino rischi cancerogeni o di qualsiasi rischio per la salute.

Un altro collaboratore di EMF & Health è Michel Plante, un dottore medico a Hydro-Québec. Plante, l’uomo di punta di Trottier sui rischi alla salute delle linee di alimentazione, ritiene che il legame tra i campi magnetici e la leucemia infantile è “probabilmente un falso allarme,” nonostante il fatto che esso è stato più volte trovato in un alto numero di studi epidemiologici e che questi studi portarono l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) a classificare i campi magnetici a bassa frequenza come possibili carcinogenici (vedere Microwave News, Luglio/Agosto 2001, p. 1).

Plante ha una dubbia storia in ricerca su campi elettromagnetici e salute. Ha giocato un ruolo centrale nell’insabbiamento di uno dei più intriganti studi epidemiologici mai eseguiti sui campi elettromagnetici. Tale studio è stato effettuato alla McGill sotto la direzione di Gilles Thériault, l’allora presidente del Dipartimento di Medicina del Lavoro. Plante servì come collegamento di Hydro-Québec con il team della McGill.

I risultati di Thériault, che furono pubblicati nel 1994, mostrarono una forte correlazione tra l’esposizione a transienti e l’incidenza di cancro tra i lavoratori Hydro-Québec. Thériault trovò che i rischi di cancro tra i maggiormente esposti erano fino a 15 volte il tasso atteso (vedere MWN Novembre/Dicembre 1994, p.4). Quello studio utilizzò lo strumento Positrone per misurare le esposizioni dei lavoratori ai campi elettromagnetici delle linee di alimentazione e ai transienti in alta frequenza. Questo è lo strumento che Paul Héroux aiutò a progettare negli anni ottanta.

A Hydro-Québec furono furiosi che Thériault aveva pubblicato le sue scoperte e confiscarono immediatamente i dati grezzi, che erano stati raccolti a un costo di milioni di dollari (vedere MWN, Novembre/Dicembre 1994 p. 1). Ulteriore accesso fu impedito e ulteriori ricerche fermate. L’articolo di Thériault è ora in gran parte dimenticato. Tale lavoro non è mai stato continuato.

 

Hèroux Pubblica. Bypassando Ulteriore Peer Review

Héroux sta ora tornando nel calderone EMF.

Dopo una manciata di lettere di rifiuto per l’articolo suo e di Ying Li, Héroux decise di bypassare ulteriore peer review e di pubblicare l’articolo nel Website arXiv, un archivio di pubblico accesso per la ricerca scientifica gestito dall’Università Cornell, che serve principalmente le comunità di fisica, matematica e biologia quantitativa (L’articolo è stato pubblicato oggi, 27 Settembre.) 

Li.Heroux.arXiv

Molto di ciò che è nell’articolo sarebbe probabilmente stato pubblicato senza troppi problemi se Héroux fosse stato disposto a spezzare la sua teoria nelle sue parti componenti e li avesse pubblicate separatamente. Tutti quelli che hanno esaminato i risultati di biologia cellulare sono stati impressionati.
Oltre a quelli che abbiamo intervistato, un peer reviewer anonimo di PloSOne li ha definiti “eccezionalmente interessanti” e “veramente importanti,” aggiungendo che “l’effetto dei campi magnetici sul cariotipo cancerogeno è sorprendente” e che “la mancanza di curva dose-risposta e la prova evidente che l’effetto non è subordinato a correnti indotte è convincente.” Un secondo reviewer è stato altrettanto positivo. “I dati presentati nel manoscritto mostrano che vi è un preciso effetto dei campi magnetici sulla contrazione del cariotipo” ha scritto.

In effetti, il primo reviewer ha suggerito che il lavoro di Héroux e Li sarebbe stato “meglio servito” se loro lo avessero suddiviso in diversi manoscritti. Alla domanda sul perché non ha fatto questo, Héroux ha risposto che non volevano diluire le loro scoperte affettandole come salame.

Se la teoria di Héroux è anche in parte corretta, egli avrà offerto una serie di idee testabili che potrebbero fare luce su come controllare il cancro – così come il diabete e altre malattie metaboliche. La sensibilità delle cellule ai campi magnetici a seguito di un’esposizione ripetuta potrebbe portare a una svolta nella spiegazione la base fisiologica dell’ipersensibilità elettromagnetica. Dopo tutto, come Héroux ci ha detto, “Non abbiamo ragione di credere che l’ATPS delle cellule normali non è affetta dai campi, anche se pensiamo che le cellule cancerogene siano più suscettibili a causa del loro rafforzato metabolismo.”

Paul Héroux e Yiang Li affronteranno ora una peer review pubblica e, data la storia passata della debacle sui campi elettromagnetici, è probabile che sia un’impresa.

 

Aggiornamento del 12 Agosto 2013

Li ed Héroux estendono le loro argomentazioni in un nuovo articolo “Campi Magnetici ELF alterano Cellule Cangerose attraverso Restrizione Metabolica” pubblicato in Electromagnetic Biology and Medicine. E’ stato pubblicato online sul sito Web della rivista il 5 Agosto 2013.

 

Articolo originale (Settembre 2012):
A Unified Theory of Weak Magnetic Field Action
Indirizzo dell’articolo originale:
http://microwavenews.com/news-center/unified-theory-magnetic-field-action

 

(20130910 - tradotto liberamente da Associazione Elettrosmog Sicilia – http://www.elettrosmogsicilia.org)