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«Io voglio stare tranquillo Ho scelto un impianto cablato»

Donatella Barbetta «NO, grazie. Al primo posto c' è la salute». Risponde così il capo di un istituto superiore alla proposta del governo di potenziare il wireless nelle scuole. Preside, perché rinuncia a un' opportunità tecnologica e ai fondi, visto che nel recente decreto si parla di 15 milioni destinati alle scuole secondarie, con priorità per quelle di secondo grado? «Preferisco stare tranquillo, risponde Giovanni Luca Barbonetti, dirigente scolastico dell' Aldo Moro di Fara in Sabina (Rieti) ed evitare che corrano rischi i settecento ragazzi che ogni giorno, per cinque anni, vengono a lezione da noi. Mi sono documentato: so che ci sono dubbi sulla pericolosità degli impianti wi-fi. Così ho spento il nostro, dopo aver ottenuto l' approvazione unanime del consiglio d' istituto. sala computer 360

La legge dà ai presidi responsabilità assoluta per tutelare la salute di studenti e personale. Non voglio rimorsi». Da dove nascono i suoi timori? «L' Organizzazione mondiale della sanità ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come 'potenzialmente cancerogeni'. Nel mirino quelli prodotti da telefonini, ripetitori televisivi, per la telefonica mobile e router wi-fi. L' Oms fino al 2011 aveva sempre sostenuto la non pericolosità della tecnologia wi-fi. Il cambio di rotta fa pensare. E anche il Consiglio d' Europa raccomanda di proteggere gli alunni preferendo le connessioni cablate. I più giovani sembrano essere i più esposti al rischio, nel lungo termine, di ammalarsi di tumori al cervello». E adesso come farete con la didattica digitale? «Da settembre è in funzione il sistema cablato. Abbiamo tre laboratori con 25 computer collegati a Internet e in ogni aula ho fatto predisporre due prese». Quindi in classe gli studenti non possono accedere alla connessione wireless? «Per ora è così, anche se, delle due prese già pronte, una è occupata dal cavo per il registro elettronico del docente e l' altra resta libera. Se un giorno avremo i tablet per tutti, allora l' apparato potrà essere completato con un router e l' installazione di una mini rete in ogni aula». Quanto è costato il cablaggio? «Cinquemila euro: soldi che abbiamo messo assieme grazie alla disponibilità di fondazioni bancarie, aziende, il nostro bar interno e le macchinette del caffè. E ci tengo a dire un' ultima cosa». Prego. «Non mi sento un Don Chisciotte. Già associazioni di genitori e dei consumatori hanno invitato le famiglie a diffidare i presidi dal fornire il consenso al wireless nelle scuole. Anzi, il Codacons si è detto disponibile a una class action contro il ministero. E il Comune di Parigi ha eliminato il wireless in 4 biblioteche pubbliche. Insomma, non mi sento solo».

 

Fonti:

Quotidiani Il Giorno, La Nazione, Il resto del Carlino, Lunedì 14 Ottobre 2013