glioma - tumore maligno cervello ed esposizione a microondeE' stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Pathophysiology, dal gruppo di ricerca svedese del Dr. Lennart Hardell un'analisi combinata dei due studi caso-controllo da loro eseguiti e relativi agli anni 1997-2003 e 2007-2009.

I risultati confermano un aumento di rischio significativo di glioma (un tumore maligno cerebrale) per gli utilizzatori di telefoni cellulari e di telefoni cordless e che il rischio aumenta con il tempo trascorso dal primo uso e con il numero di ore d'utilizzo nel tempo. Il più alto rischio si registra per lo stesso lato del cervello in cui si è utilizzato il telefono, specialmente nell'area con la più alta esposizione alle microonde, il lobo temporale.

Tale studio rafforza la classificazione avvenuta nel 2011 da parte di IARC (International Agency for Research on Cancer) che l'esposizione a microonde è un 'Possibile cancerogeno umano', Gruppo 2B.

Utilizzando i criteri di Bradford Hill per analizzare l'associazione causa-effetto tra due fenomeni, tale studio conferma che tale fattore dovrebbe essere classificato ora come Gruppo 1: l'agente causa cancro negli umani, come articolato in una precedente pubblicazione dello stesso autore.

Con 1498 casi di glioma presi in esame e con più di 25 anni di utilizzo di telefoni wireless (cellulari e cordless) considerati, questo è il più importante studio attualmente pubblicato sul rischio di tumori dall'uso di questi dispositivi.

La tecnologia si è evoluta nel corso degli anni: per i telefoni cellulari si è passati dalla prima generazione - telefoni analogici con potenze di trasmissione di circa 1 Watt a 900 MHz alla seconda generazione (2G) - telefoni digitali GSM funzionanti a 900 MHz o 1800 MHz con trasmissione di potenza pulsata e potenze medie dell'ordine delle decine di milliWatt. E' poi subentrata la terza generazione di telefoni cellulari (3G) con trasmissione di potenze medie dell'ordine di decine di microWatt. Nello studio pubblicato, il dettaglio relativo alla generazione di telefono in uso è stata tenuta in considerazione nell'analisi del fattore di rischio (Odds Ratio - OR), si veda tabella in figura. Il tempo di latenza (il tempo dal primo utilizzo) è stato definito come l'anno del primo uso di un telefono cellulare fino all'anno della diagnosi. Il gruppo con tempo di latenza maggiore di 25 anni mostra un fattore di rischio di tre volte superiore a un controllo (ovvero a un non utilizzatore di telefono wireless): OR=3.0, 95% CI=1.7-5.2.

Si nota anche che nello studio è stato osservato un alto fattore di rischio per i telefoni cellulari di terza generazione, con un Odds Ratio=4.1 CI =1.3-12 nel gruppo di latenza >5-10 anni, nonostante le potenze medie emesse da tali terminali (la maggior parte degli attuali smartphone ricadono in tale tipologia) siano nettamente inferiori rispetto a quelle emesse da telefoni cellulari GSM di seconda generazione.

Tabella riassuntiva Odds Ratios per distinta tecnologia e gruppo di latenza

Lo studio del Dr. Hardell è interamente accessibile al pubblico a questo link.

Riferimenti:

[1] Dr. Lennart Hardell's Blog - 1 Dicembre 2014

[2] Articolo su Pathophysiology, Hardell L, Carlberg M, 2014

[3] Articolo su Rev. Environ. Health, Hardell L, Carlberg M, 2013

[4] Powerwatch UK News update, 16/10/2013