Evidenze di associazione tra campi magnetici ELF (a 50 o 60 Hz) e la leucemia infantile sono in costante ascesa e attualmente vi è un generale riconoscimento che i campi magnetici di livello superiore a 0.4 µT sono collegati a un raddoppio dell'incidenza di leucemia.

La leucemia, comunemente indicata come tumore "del sangue", è un termine con il quale si definisce un insieme di malattie maligne caratterizzate dalla proliferazione abnorme delle cellule staminali ematopoietiche. Le cellule staminali emopoietiche si trovano nel midollo osseo rosso e danno origine a due linee cellulari:
•    La linea mieloide, da cui originano i globuli rossi, alcuni tipi di globuli bianchi e le piastrine.
•    La linea linfoide, da cui originano i linfociti (un altro tipo di globuli bianchi).
A seconda della linea cellulare verso cui evolve il clone leucemico si parla di leucemia mieloblastica (LM) o leucemia linfoblastica (LL). All'interno di queste due suddivisioni si fa un'altra importante distinzione basata sul decorso della malattia: leucemie acute e leucemie croniche. Il quadro clinico della leucemia è dovuto essenzialmente all'invasione del midollo da parte del clone neoplastico e alla conseguente distruzione delle cellule emopoietiche normali: il paziente affetto da leucemia sviluppa dunque anemia (per insufficiente produzione di globuli rossi), infezioni frequenti e gravi (per ridotta produzione di globuli bianchi) ed emorragia (per ridotta produzione di piastrine). La leucemia acuta non trattata ha una prognosi infausta, ma risultati soddisfacenti sono stati raggiunti con la chemioterapia e l'eventuale trapianto di midollo osseo, tanto da raggiungere una guarigione in alcuni casi (leucemia linfatica acuta del bambino) anche nell'80% dei pazienti.

A partire dal 1979, la leucemia infantile é stata messa in relazione con l'esposizione a campi magnetici in ambito residenziale. Il primo studio fu pubblicato nel 1979 da Nancy Wertheimer e Ed Leeper.

Nel 2001, Anders Ahlbom analizzò le ricerche compiute fino ad allora, per mezzo di una meta-analisi di tali studi, concludendo che c'era sufficiente evidenza scientifica per confermare il raddoppio di leucemia infantile con campi magnetici a frequenza di rete di 0.4 µT e oltre. Questo è approssimativamente il valore di campo che ci si può aspettare a una distanza di circa 60 metri da una linea di trasmissione aerea in alta tensione a 400kV. 

Comunque, dubitando le probabilità dei risultati di Alhbom, Gerald Draper, John Swanson and Mary Kroll si misero al lavoro e produssero il 2005 Draper report, che di nuovo trovò un aumento del 70% nella leucemia infantile per coloro che vivono entro 200 metri da linee in alta tensione da 275 e 400 kV. E' interessante notare che trovarono anche un incremento del 23% in leucemia infantile per coloro che vivevano tra 200 e 600 metri dalle linee aeree.

Sono stati tentati delle analisi costi-benefici tra il numero di bambini che si trovano in ambienti con campi magnetici pari o superiori a 0.4 µT e che sviluppano la leucemia e il costo necessario per fare prevenzione in tal senso. Nel Regno Unito, per esempio, circa 500 bambini sviluppano la leucemia ogni anno. Il punto di vista ufficiale dell'OMS e dello IARC é che 1 o 2 casi per anno sono correlati con la prossimità a linee di alta tensione, ma questa stima é basata su un modello a soglia (cioé assolutamente nessun effetto sotto 0.4 µT e l'esatto raddoppio del rischio oltre 0.4 µT), mentre c'é forte supporto scientifico per un modello lineare senza soglia - questo modello alternativo farebbe ritenere almeno 20 (e probabilmente fino a 50) casi per anno.