C'é stata un'ampia copertura mediatica negli ultimi anni sul fatto che l'utilizzo di telefoni cellulari possa aumentare il rischio di contrarre un tumore cerebrale di forma benigna o maligna. Ci sono state molte aspre critiche riguardanti tali notizie, essendosi sostenuto da alcune parti che non c'é evidenza scientifica per sostenere tale associazione e che il segnalare un tale collegamento è nel migliore dei casi inappropriato, nel peggiore irresponsabile allarmismo.

L'evidenza dei fatti é che c'é attualmente una grande quantità di letteratura epidemiologica che valuta il rischio di utilizzo dei telefoni cellulari e i tumori cerebrali. In realtà non ci saremmo aspettati che tali studi avessero trovato un collegamento in questa fase storica, poiché il periodo di latenza (il tempo tra l'esposizione alla causa e la diagnosi del cancro) della maggior parte di tumori cerebrali si stima tra 15 e 25 anni, e i telefoni cellulari sono largamente diffusi da circa 10 anni.

Nonostante questo, un certo numero di pubblicazioni mostrano segnali di un aumentato rischio di incidenza del tumore cerebrale provenienti da casi di utilizzo per lungo tempo (oltre 10 anni).

Lennart Hardell e la Ricerca Svedese

lennart HardellL'oncologo Lennart Hardell e i suoi colleghi hanno ricercato questa associazione per oltre 10 anni e hanno pubblicato numerosi articoli che documentano le loro ricerche. A partire da un loro lavoro preliminare pubblicato intorno al 2000 in cui trovò un aumento statisticamente significativo pari a 1.4 di tumore cerebrale (non sotto--categorizzato) nello stesso lato della testa in cui il telefono cellulare era stato usato.

Nel 2002, studiando 1617 pazienti su cui era stato diagnosticato un tumore cerebrale per via istopatologica, trovarono che l'uso di un telefono cellulare analogico era associato con un aumento significativo del 30% nel rischio di tumore cerebrale (globalmente). Questo aumento saliva all'80% considerando solo i pazienti che avevano usato il telefono per oltre 10 anni, e ulteriormente al 150% (2.5 volte più probabilità di sviluppare un tumore cerebrale) quando anche il lato della testa era tenuto in conto. Per i neurinomi acustici, l'aumento di rischio era del 250%. Questo studio fu seguito nel 2003 da una nuova analisi  nella quale si trovò che anche l'Astrocitoma aveva avuto un aumento di rischio pari all'80% e da un successivo articolo che riporta un rischio pari a 3.5 volte nel Neurinoma Acustico per uso da telefono cellulare.

Già nel 2005 la maggior parte di articoli generalmente suddividevano il rischio di tumori cerebrali per uso di telefono cellulare in neurinomi acustici, meningiomi e gliomi. Hardell pubblicò un articolo nel 2005 riportante un analisi del rischio per neurinomi acustici e meningiomi. Con un ottimo tasso di risposta (85%) egli trovò che, per un utilizzo di telefono cellulare più lungo di 10 anni, il rapporto di probabilità per i meningiomi era 2.1 (CI 1.1-4.3) e per i neurinomi acustici i dati furono ulteriormente suddivisi in telefoni cellulari digitali (2.0 - CI 1.05-3.8) e telefoni cellulari analogici (4.2 - CI 1.8-10). In tale fase i suoi risultati puntavano costantemente verso un possibile raddoppio del rischio, e questo per utilizzatori di telefoni cellulari che non avevano usato il loro telefono per il tempo di latenza tipico di quei tumori. Hardell ha anche pubblicato un articolo che analizza il rischio di linfoma non-hodgkin, trovando un aumento di 6 volte per oltre 10 anni di uso. ha comunque messo in chiaro che c'erano pochissimi casi e che i risultati dovrebbero essere interpretati con un adeguato livello di cautela.

Nel Febbraio 2006 Hardell pubblicò un articolo usando dati di diagnosi più recenti (pazienti diagnosticati tra il 2000 e il 2003), e trovò che l'aumento nel rischio stava costantemente rafforzandosi nelle dimensioni e nella potenza statistica man mano che la durata dell'utilizzo dei telefoni aumentava. Per i tumori maligni egli trovò che l'Odds ratio (rapporto di probabilità) per l'uso di telefoni analogici era 2.6 (CI 1.5-4.3), per i telefoni digitali era 1.9 (CI 1.3-2.7) e per l'utilizzo dei cordless era 2.1 (CI 1.4-3.0). Considerando i pazienti che avevano usato i loro telefoni per 10 anni o più questi valori aumentavano a 3.5 (CI 2.0-6.4), 3.6 (1.7-7.5) e 2.9 (CI 1.6-5.2), rispettivamente. Questo lavoro é continuato in Ottobre 2006 analizzando specificamente  i neurinomi acustici (una forma benigna di tumore), astrocitomie linfomi non-hodgkin. Egli ha trovato che i neurinomi acustici e i più alti gradi di astrocitoma (gradi III e IV) hanno aumenti significativi da tutte le forme di utilizzo di telefoni cellulari e cordless (circa il 50% di utilizzo in ciascun caso), tali rischi aumentano ulteriormente per coloro che hanno usato i loro telefoni per più di 10 anni. Comunque, non ha trovato aumenti per astrocitomi di grado più basso (Grado I e II) e neanche per i linfomi non-hodgkin in contrasto con il suo articolo dell'anno precedente.

Hardell ha pubblicato una meta-analisi nel Settembre 2007 della letteratura esistente fino a quella data (due studi di coorte e 16 studio caso-controllo). Le sue scoperte sono state un aumento del 140% del rischio di neurinomi acustici benigni (CI 1.1-5.3) e un aumento del 100% nel rischio di glioma maligno (CI 1.2-3.4), con ulteriore aumento di rischio analizzando l'esposizione ipsilaterale. La sua sintesi di tutti i lavori (includendo anche il lavoro di altri ricercatori) è che "I risultati dagli attuali studi sull'uso di telefoni cellulari per un periodo pari o maggiore di 10 anni forniscono uno schema consistente di aumentato rischio di neurinoma e glioma. Il rischio é il più alto per esposizione ipsilaterale.